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Home Posts Tagged "impianti"
IMPIANTI DI RISALITA
15 Ottobre 2026

Neve programmata: cosa c’è davvero dentro e dove va a finire

Solo acqua e aria fredda, raccolta in bacini e restituita al suolo con il disgelo: perché “artificiale” è la parola sbagliata

Ogni autunno, quando le temperature tardano a scendere e le montagne restano a guardare con il loro colore di roccia e di prato secco, qualcuno si chiede cosa ci sia nella neve che i cannoni sparano sulle piste appena il freddo lo consente. La risposta è più semplice di quanto si pensi, e anche più interessante: acqua, aria e freddo. Nient’altro. Per questo gli addetti ai lavori preferiscono parlare di neve programmata, o neve tecnica, e lasciano l’aggettivo “artificiale” a chi immagina qualcosa che in laboratorio non esiste.

Il principio è quello di una nuvola in miniatura. Il cannone mescola acqua e aria compressa e le spinge attraverso ugelli minuscoli, nei sistemi ad alta pressione con l’acqua portata tra i 20 e gli 80 bar. Le goccioline che ne escono sono microscopiche, congelano a contatto con l’aria fredda e diventano i nuclei attorno ai quali altra acqua nebulizzata si deposita, fino a formare il cristallo che cade al suolo. Non c’è alcuna aggiunta chimica al processo, lo conferma anche la pagina dedicata alla neve garantita di VisitTrentino. In passato, negli anni dei primi esperimenti, si provò a usare una proteina di origine batterica per far congelare le gocce a temperature meno rigide, ma la strada fu abbandonata e le fonti di settore ricordano che oggi ne è vietato l’uso.

A decidere se e quanta neve si può produrre sono temperatura, umidità e pressione, in un equilibrio che i tecnici leggono sugli strumenti più che sul termometro di casa. Conta la temperatura di bulbo umido, che è sempre più bassa di quella dell’aria e dipende dall’umidità: i cannoni di TechnoAlpin, per esempio, cominciano a produrre da -2,5 gradi di bulbo umido, e con un’umidità intorno al 20 per cento si può fare neve anche con tre gradi sopra lo zero sul termometro, perché l’aria secca raffredda le goccioline mentre evaporano. Con l’aria umida, invece, serve molto più freddo. È anche il motivo per cui gli impianti lavorano soprattutto di notte, quando le condizioni sono migliori. In media da un metro cubo d’acqua si ottengono da due a due metri e mezzo di neve, e per coprire un ettaro con trenta centimetri servono circa mille metri cubi d’acqua.

Quell’acqua, vale la pena dirlo, non esce dai rubinetti. Non è acqua potabile e non viene prelevata dalla rete: arriva da bacini di accumulo realizzati accanto alle aree sciistiche, riempiti nei periodi in cui l’acqua è più abbondante, con prelievi regolati da soglie fissate dalla Provincia di Trento. Il caso più recente in Val di Fassa è il bacino di Canazei, a 2.050 metri sul Belvedere-Col Rodella, ultimato nel 2024: centoventimila metri cubi che si riempiono in primavera con acqua di disgelo, di sorgenti e di pioggia, che altrimenti andrebbe dispersa, e che a giugno sono pieni. Con quella scorta si può innevare gran parte della ski area in poco meno di cento ore e coprire un terzo del fabbisogno già all’apertura della stagione. In estate lo stesso specchio d’acqua diventa un lago a due passi dal Sassolungo, con milleottocento piante messe a dimora e una funzione di riserva antincendio per la Protezione civile.

Per correttezza, il quadro nelle altre zone della valle è un po’ più articolato di “solo pioggia”. A San Pellegrino l’acqua arriva dal bacino idroelettrico di Cavia, ad Alpe Lusia viene pompata dal lago di Forte Buso, e i prelievi dai torrenti che alimentano l’Avisio sono consentiti solo entro il deflusso minimo vitale, cioè lasciando in alveo l’acqua che serve al corso d’acqua. Sono tutte acque meteoriche e di disgelo, ma raccolte e gestite, e non sottratte da qualche parte a nostra insaputa.

Resta la domanda che conta di più: dove va a finire quell’acqua? Con l’arrivo della primavera la neve sulle piste si scioglie e l’acqua torna nel terreno e nei torrenti, chiudendo un ciclo che era stato soltanto rinviato. Come dice un produttore di impianti, la neve programmata non consuma acqua, la usa. Il bilancio non è però perfetto: nello studio condotto sul comprensorio francese di La Plagne circa il 10 per cento dell’acqua si perde per evaporazione mentre le goccioline congelano, mentre l’istituto svizzero per lo studio della neve e delle valanghe di Davos parla di perdite per evaporazione e vento tra il 15 e il 40 per cento dell’acqua utilizzata. Quella parte non scompare, semplicemente risale in atmosfera e rientra nel ciclo naturale dell’acqua. Sul resto, lo studio di La Plagne stima che l’alterazione complessiva delle risorse idriche del territorio sia dell’ordine dell’1-2 per cento all’anno.

Questo non significa che la neve programmata sia priva di domande aperte, e raccontarlo fa parte dell’onestà del discorso. Il dibattito, però, non riguarda la chimica, ma altro: l’energia necessaria a produrla, i prelievi di novembre e dicembre che cadono in mesi di portate ridotte, i bacini che occupano suolo e vanno inseriti con cura nel paesaggio, e il fatto che la neve tecnica, più densa e compatta di quella naturale, tende a sciogliersi più tardi, fino a quattro settimane dopo nelle piste studiate a Davos. Sono questioni su cui lavorano gestori, enti di ricerca e associazioni ambientaliste, e sono quelle da guardare con attenzione, al posto del mito della neve “chimica”.

Nell’attesa del freddo vero, quando i cannoni ripartiranno sapremo almeno cosa sparano: acqua della montagna, trasformata in neve per qualche mese, in attesa di tornare a casa con il disgelo.

Fonti: VisitTrentino, Cos’è la neve garantita · Skiinfo, Innevamento programmato · GEO, Come viene prodotta la neve artificiale · TechnoAlpin, Snowmaking FAQs · SLF, Artificial snow · HESS, effetti idrologici di battitura e innevamento, 2023 · Vita Trentina, bacino di Canazei, 3 novembre 2024 · La Voce dell’Avisio, otto bacini per salvare la stagione, febbraio 2025 · il Dolomiti, L’AltraMontagna, dicembre 2024 e febbraio 2024

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IMPIANTI DI RISALITANEWS & TIPS
6 Ottobre 2026

Dolomiti Superski 2026/27: tutto quello che devi sapere prima di acquistare lo skipass

Milleduecento chilometri di piste. Quattrocentocinquanta impianti di risalita. Dodici comprensori sciistici interconnessi in mezzo alle Dolomiti, patrimonio UNESCO. Se esistesse un posto al mondo dove lo sci è stato trasformato in esperienza totale, quello è il Dolomiti Superski.

Ma tra i commenti online non mancano le polemiche: i prezzi salgono ogni anno, qualcuno li definisce esagerati, altri si chiedono se valga davvero la pena. In questo articolo cerchiamo di rispondere con i numeri alla mano, confrontando i costi del Dolomiti Superski con quelli delle grandi stazioni mondiali e illustrando anche le alternative più economiche per chi vuole sciare in Val di Fassa senza necessariamente acquistare il pass più grande.

Cos’è il Dolomiti Superski: un comprensorio, dodici mondi

Il Dolomiti Superski non è una sola stazione sciistica. È un’associazione di dodici comprensori autonomi che con un unico skipass diventano un territorio sci sconfinato. Le dodici aree sono:

Val Gardena / Gröden. Il cuore del Sellaronda, con la leggendaria pista Gran Risa e i villaggi di Ortisei, Santa Cristina e Selva. Circa 175 km di piste e oltre 80 impianti di risalita.

Alta Badia. La Villa, Corvara, Colfosco e San Cassiano. Uno dei comprensori più scenografici delle Dolomiti, con circa 130 km di piste segnate, rifugi d’autore e una cultura dello sci che mescola tradizione ladina e modernità.

Cortina d’Ampezzo. La “regina delle Dolomiti”, già sede dei Mondiali di sci alpino e dei Giochi Olimpici Invernali. Circa 140 km di piste su cinque settori (Tofane, Faloria, Socrepes, Lagazuoi, Cristallo), con un’atmosfera unica nel suo genere.

Plan de Corones / Kronplatz. Situato in Val Pusteria, è uno dei comprensori più moderni delle Alpi: 119 km di piste segnate, con impianti d’avanguardia e la particolarità di sciare dal punto più alto (2.275 m) in ogni direzione verso i fondovalle.

Val di Fassa. Il comprensorio di casa nostra, con circa 100 km di piste suddivisi tra le quattro ski area di Belvedere (Canazei e Campitello), Buffaure-Ciampac (Pozza e Alba di Canazei), Catinaccio (Vigo di Fassa) e Carezza (Passo di Costalunga). Il Sellaronda passa di qui.

Alpe di Siusi / Seiser Alm. L’altopiano prativo più grande d’Europa, a quota compresa tra 1.680 e 2.350 metri. Sessanta chilometri di piste in un paesaggio aperto e luminoso, con le Dolomiti di Sciliar come sfondo.

Arabba / Marmolada. Arabba è tecnica e impegnativa, con neve garantita per la quota elevata. La Marmolada è la “Regina delle Dolomiti” con il suo ghiacciaio, punto più alto dell’intero comprensorio a 3.343 m. Circa 70 km di piste.

Val di Fiemme / Obereggen. Cavalese, Predazzo e Pampeago si uniscono a Obereggen (Ski Center Latemar) per oltre 100 km di piste con un’esposizione ideale per la neve.

Alpe Lusia / San Pellegrino. Moena e il Passo San Pellegrino, tra Val di Fassa e Val di Fiemme: 60 km di piste con la pista Olimpia, sede di gare di Coppa del Mondo.

San Martino di Castrozza / Passo Rolle. Il comprensorio più meridionale del Dolomiti Superski, 60 km di piste incorniciati dalle Pale di San Martino. Meno noto, spesso meno affollato, con una qualità dell’esperienza fuori dal comune.

Tre Cime / Three Peaks. Dobbiaco, Tre Cime e Sesto in Alta Pusteria: circa 100 km di piste in un’area di grande bellezza paesaggistica, con impianti di collegamento tra la Val Pusteria e la Val Fiscalina.

Rio Pusteria / Bressanone. I comprensori di Valles, Gitschberg-Jochtal e Plose: oltre 100 km di piste con uno sviluppo verticale importante e neve di qualità grazie all’esposizione nord.

Totale del comprensorio: oltre 1.200 km di piste (1.100 con innevamento artificiale garantito), 450 impianti di risalita, 45 villaggi montani collegati.

I prezzi dello skipass Dolomiti Superski 2026/27

La stagione 2026/27 porta un ulteriore ritocco verso l’alto, confermando il trend degli ultimi anni. I prezzi ufficiali per adulti:

Skipass giornaliero: bassa stagione € 80,00, alta stagione € 89,00.

Superdays, il pacchetto più conveniente: 10 giorni non consecutivi, validi per tutta la stagione, a € 675,00 per adulti e € 470,00 per junior. Acquistando online con almeno due giorni di anticipo si ottiene uno sconto del 5%.

Skipass stagionale: € 990,00 se acquistato entro il 24 dicembre, € 1.060,00 a prezzo intero.

I bambini nati dal 2019 al 2023 sciano gratis se accompagnati da un adulto con skipass giornaliero o plurigiornaliero.

Nell’arco degli ultimi cinque anni il prezzo della giornata in alta stagione è aumentato del 32,8%, con un +43,5% rispetto ai livelli pre-Covid. I motivi sono reali: costi energetici per gli impianti di innevamento artificiale, manutenzione di un parco risalita da 450 impianti, sicurezza delle piste su un territorio enorme. Il confronto con le alternative internazionali aiuta però a inquadrare il dato nella giusta prospettiva.

Il confronto internazionale: quanto si paga altrove

USA: dove lo skipass fa paura davvero

Chi pensa che i prezzi delle Dolomiti siano alti non ha mai comprato un lift ticket negli Stati Uniti. Il prezzo al botteghino (il cosiddetto window rate) di una singola giornata a Vail, Colorado, una delle stazioni più famose d’America, si aggira tra i $ 189 e $ 249 per un adulto a seconda del periodo, con picchi documentati fino a $ 356 nei giorni di punta festivi.

Aspen, Colorado, ancora più esclusiva, ha prezzi simili e spesso sopra i $ 200 per una giornata. Park City, Utah (la stazione più grande degli USA per estensione) si colloca sullo stesso livello.

A questi prezzi vanno aggiunti costi che in Europa sono spesso inclusi o molto più contenuti: parcheggio a pagamento, noleggio attrezzatura, ristorazione al rifugio dove un hamburger supera facilmente i $ 25. Il sistema degli abbonamenti stagionali come l’Epic Pass di Vail Resorts ha parzialmente democratizzato l’accesso, ma per chi vuole sciare una sola settimana il confronto non lascia dubbi.

Vail in alta stagione può arrivare a $ 356 (circa € 320) per una sola giornata. Il Dolomiti Superski in alta stagione costa € 89. La proporzione parla da sola.

Francia: le Alpi transalpine non fanno sconti

La Francia ospita alcuni dei comprensori più grandi d’Europa, a partire da Les 3 Vallées, il sistema collegato che include Courchevel, Méribel, Val Thorens e Les Menuires per oltre 600 km di piste. Il giornaliero adulti per la stagione 2026/27 è fissato a € 84,20 in alta stagione, scendendo a € 75,70 nei periodi di bassa.

Chamonix, considerata la capitale mondiale dell’alpinismo e dello sci estremo, si posiziona su valori analoghi. Tignes e Val d’Isère, collegate nel comprensorio Espace Killy, raggiungono prezzi simili. In generale le grandi stazioni francesi oscillano tra i € 70 e gli € 85 al giorno per un adulto in alta stagione.

Il Dolomiti Superski a € 89 è quindi leggermente più caro delle Alpi francesi in termini di giornaliero, ma va considerato che il comprensorio dolomitico offre 1.200 km di piste contro i 600 delle 3 Vallées, la stazione più grande di Francia. In rapporto ai chilometri di pista accessibili, il confronto si ribalta a favore delle Dolomiti.

Austria: prezzi in forte crescita

L’Austria è il paese alpino che ha registrato gli aumenti più significativi per la stagione 2026/27. Le stazioni più rinomate si avvicinano ormai ai prezzi italiani e francesi.

Ischgl, la stazione più glamour del Tirolo, ha visto il proprio giornaliero salire a € 83 (era € 79 l’anno precedente, più 6,3%). SkiWelt Wilder Kaiser-Brixental, il più grande comprensorio sciabile austriaco, si posiziona a € 79,50. Kitzbühel, la stazione più celebre d’Austria con la leggendaria discesa della Streif, si colloca su valori simili intorno agli € 78-82 a seconda del periodo.

Anche stazioni di dimensioni medie come Hochoetz e Kühtai registrano aumenti superiori al 7%, segnale che l’Austria nel suo complesso sta riallineando i prezzi verso l’alto dopo anni di relativo contenimento.

Il quadro che emerge è chiaro: il Dolomiti Superski a € 89 in alta stagione si trova nella stessa fascia di prezzo delle grandi stazioni austriache, francesi e svizzere, e ben al di sotto dei livelli americani. Chi lo definisce “caro” lo confronta probabilmente con le stazioni italiane minori, non con i benchmark internazionali che più correttamente rappresentano la sua categoria.

Svizzera: qualità al massimo, prezzi di conseguenza

La Svizzera non delude nemmeno quando si parla di prezzi. Verbier e il comprensorio delle 4 Vallées (che include Verbier, Siviez-Mont Fort, Veysonnaz e Thyon) hanno un giornaliero in alta stagione di CHF 94 (circa € 98-100 al cambio attuale), con settimanali da CHF 469 e il pass stagionale adulti a CHF 1.449. Un aumento di quasi il 6% rispetto all’anno precedente.

Zermatt, con le sue piste che arrivano a 3.883 metri e si collegano al versante svizzero del Cervino, si posiziona su valori analoghi: un giornaliero intorno a CHF 90-100 (€ 95-105). Stazioni come St. Moritz o Saas-Fee hanno da sempre una componente di “tassa di esclusività” incorporata nel prezzo.

Il confronto con il Dolomiti Superski a € 89 per l’alta stagione mostra come le Dolomiti siano sostanzialmente in linea con le Alpi svizzere in termini assoluti, e decisamente più convenienti se si considera l’estensione del comprensorio accessibile con un unico pass.

Il quadro riassuntivo

Per avere un’idea immediata, i prezzi del giornaliero adulto in alta stagione nei principali comprensori europei e americani per la stagione 2026/27:

Vail (USA): fino a $ 356 (circa € 320). Verbier 4 Vallées (Svizzera): CHF 94 (circa € 99). Ischgl (Austria): € 83. Les 3 Vallées (Francia): € 84,20. Dolomiti Superski (Italia): € 89. Madonna di Campiglio (Italia): fino a € 89. SkiWelt Wilder Kaiser (Austria): € 79,50. Kitzbühel (Austria): circa € 80. Livigno (Italia): fino a € 74,50. Cervinia (Italia): € 64.

Le alternative: sciare in Val di Fassa spendendo meno

Non tutti vogliono o possono permettersi il Dolomiti Superski. La Val di Fassa offre soluzioni di qualità anche per chi ha un budget più contenuto.

Skipass Val di Fassa / Carezza

Il comprensorio locale è già ampio: circa 200 km di piste tra le quattro ski area della valle più Carezza. Si scia il Sellaronda e si accede a tutte le piste di casa senza pagare per l’intero Dolomiti Superski.

I prezzi indicativi per la stagione 2026/27 (confermati e aggiornati sul sito ufficiale fassa.com): giornaliero adulti in alta stagione circa € 73, in bassa stagione circa € 66. I bambini nati dal 2017 in poi sciano gratis con adulto pagante.

Un risparmio di 16-23 euro al giorno rispetto al Dolomiti Superski che per una famiglia o per una settimana diventa molto significativo.

Trevalli (Val di Fassa, Val di Fiemme e Carezza)

Il Fassa XL 3+3 è una formula flessibile pensata per gli sciatori curiosi che vogliono esplorare senza pagare il prezzo pieno del Dolomiti Superski. Costa € 242 per 6 giorni in alta stagione per adulti, con almeno 3 giorni nel comprensorio di base e 3 nei partner (Carezza, TreValli, Latemar-Obereggen). I giorni non devono essere consecutivi.

Rispetto a 6 giorni di Dolomiti Superski (€ 453 in alta stagione) il risparmio è di € 211, il 46% in meno, continuando ad avere accesso a un territorio sciistico di tutto rispetto.

Skipass singola ski area

Per chi si ferma in un unico settore della valle (pochi giorni, bambini piccoli, sciatori alle prime armi) i singoli comprensori offrono prezzi ancora più competitivi. Belvedere, Buffaure, Catinaccio, Carezza o Alpe Lusia hanno tutti biglietti giornalieri che partono da valori sensibilmente inferiori al pass comprensoriale. I prezzi definitivi sono disponibili direttamente alle casse o sui siti delle singole ski area.

Vale la pena il Dolomiti Superski?

La risposta dipende da quanti giorni si scia e da quanto si vuole esplorare.

Per chi viene in Val di Fassa per una settimana intera con l’idea di girare il Sellaronda, raggiungere Alta Badia, spingere fino a Cortina o Kronplatz, il Dolomiti Superski è insostituibile: è l’unico pass che permette di percorrere questo territorio senza confini. Il prezzo, visto da questa prospettiva, è perfettamente in linea con le grandi stazioni internazionali e spesso inferiore a Svizzera, Francia e USA.

Per chi invece si ferma 2-3 giorni, o ha bambini piccoli, o vuole semplicemente godersi le piste di casa in Val di Fassa senza necessità di spostarsi, lo skipass locale o il Fassa XL 3+3 offrono un rapporto qualità-prezzo difficile da battere.

Le Dolomiti restano tra i posti più belli al mondo dove sciare. La scelta dello skipass giusto rende l’esperienza ancora più soddisfacente.

Qui i costi del Dolomiti Superski.


Tutte le ski area della Val di Fassa sono descritte in dettaglio nelle schede del nostro sito. Prenota il tuo soggiorno invernale su DolomitiBooking.com: strutture selezionate in tutta la Val di Fassa, da Moena a Canazei.

Testo a cura di FassaSki.com, parte del circuito Dolomiti Network


Fonti: Dolomiti Superski (dolomitisuperski.com), Les 3 Vallées (les3vallees.com), Schneehoehen.de (analisi prezzi stagione 2026/27 Austria e Svizzera), Money.it (skipass 2026-2027 prezzi Italia), SnowStash (Vail lift tickets 2025-2026), Fassa.com (skipass Val di Fassa/Carezza), IlTurista.info (Fassa XL 3+3).

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Reposted from @dolomitisuperski ❄️⛷ It is snowing Reposted from @dolomitisuperski ❄️⛷ It is snowing right now, and winter season is around the corner.

We want to launch it with a special event that you can watch online. 💥💯

There will be interesting guests such as the President of Dolomiti Superski, Andy Varallo and the Marketing Director Marco Pappalardo as well as Josef Margreiter, Managing Director of "Lebensraum Tirol Holding" and expert in territorial marketing, who will talk about the importance of winter sports events regarding the Winter Olympics Milano-Cortina 2026 and the Alpine Ski World Championships 2029.

We will find out what's new this season. We'll watch the brand new and legendary spot of Dolomiti Superski. We will talk about the price evolution and the 5% discount for those who buy their skipass online, the new tickets self-service points, new lifts, and we will meet the young female snow groomer operator Julia Moling.

We will talk about ecological and above all credible sustainability, i.e. our project
DS responsibility, an important project, because we believe that our habitat must be preserved and passed on to future generations in the best possible manner. ❤

Enjoy the show!

👉 the event is in Italian and German only. Find the link in bio either for the Italian or the German version.

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Reposted from @scuolascimoena_moenaoutdoor L' ulti Reposted from @scuolascimoena_moenaoutdoor L' ultimo giorno di sci alla Ski Area Alpe di Lusia si è svolto in contesto invernale da favola dopo la nevicata dello scorso weekend❄⛷🤩

Non riponete ancora gli sci in cantina, gli impianti della Ski Area San Pellegrino sono aperti fino a domenica 10 Aprile🤗⛷🚡

📸 @angyfelix82

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Reposted from @visitmoena Lo sapete che in montagn Reposted from @visitmoena Lo sapete che in montagna la primavera non coincide con la fine della stagione sciistica? 😎⛷🔥

🚡Alla Ski Area San Pellegrino si scia fino al 10 Aprile

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Giornate più lunghe, tanto sole e piste sempre perfette per i più mattinieri, what else?🌞❄🔝

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At this point we would like to thank all of them, for providing us the pleasure of skiing on perfectly groomed slopes every single day. 🤩💯⛷

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Sempre la XXV Scufoneda 
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